Questo non è un gioco
Congratulazioni a EA per aver confezionato l’ennesima “perla” del panorama videoludico. Un “gioco” che di gioco ha ben poco: offline permangono problemi storici mai risolti, mentre online la situazione cambia — e cambia decisamente in peggio.
Potete chiamarlo come preferite, anche Balance of Performance, ma non potete negare che in partita emerga chiaramente un sistema che altera la performance di un giocatore a discapito dell’altro. Oggi ho affrontato due volte lo stesso avversario: una partita vinta 4-1, la successiva terminata 5-5. Anche accettando l’ipotesi di un adattamento al mio stile di gioco, resta difficile credere che un avversario letteralmente dominato nella prima gara possa trasformarsi in un fenomeno nella seconda.
Il comportamento dei vari reparti della squadra è emblematico di questa incostanza.
Il portiere alterna prestazioni da Yashin a momenti degni di Reina negli ultimi anni alla Lazio.
I difensori passano dall’essere dei simil Maldini a incarnare la peggior versione di Musacchio.
I centrocampisti, pur dotati di ottime qualità di palleggio, oscillano tra una gestione del pallone degna del Barcellona del 2009 e una degna del Barcellona con Romeu al posto di Busquets.
Gli attaccanti, infine, passano dalla versione prime di R9 alla peggior combinazione possibile tra David e Openda. Con valori di finalizzazione elevatissimi, anche pari a 97, risultano spesso incapaci di centrare lo specchio della porta, anche completamente liberi — e la porta, com’è noto, misura 7,32 metri per 2,44.
L’ultima patch, che sulla carta avrebbe dovuto risolvere i problemi legati al fisico, sembra aver lavorato solo a metà: a volte funziona, altre no. Difensori di stazza vengono talvolta spostati con facilità da giocatori che non superano il metro e settanta e i 75 kg.
A tutto questo si aggiunge un problema gravissimo di input lag. Con una connessione FTTH da 2,5 Gb/s e 4 ms di ping, è inaccettabile dover attendere oltre un secondo prima che un comando venga recepito — quando viene recepito.
Queste problematiche non sono episodiche, ma si ripetono con una frequenza tale da compromettere seriamente l’esperienza di gioco; l’esempio odierno è riportato esclusivamente per chiarezza. Il risultato è un gameplay profondamente incostante, che invece di premiare abilità, lettura della partita e controllo, restituisce la sensazione di una scommessa continua, in cui l’esito sembra oscillare in modo imprevedibile tra vittoria e sconfitta. Una direzione che evidenzia una distanza sempre più marcata tra le scelte del team di sviluppo e ciò che i giocatori chiedono davvero da un’esperienza competitiva online: coerenza, controllo e meritocrazia.